L'italia fuori vista da fuori la quarantena

Quarantena da Coronavirus: L’Italia vista da fuori

L'italia vista da chi, per cause di lavoro, la quarantena da coronavirus non la sta facendo.

Questa quarantena è un casino. Sotto ogni punto di vista.

Lo è viverla, lo è organizzarla e lo è “sopportarla”.

Chi te lo dice è uno dei pochi che la sta vivendo solo “di striscio”. Per il mio lavoro non esiste Smartworking e, per quanto mi piacerebbe farlo, non è possibile stampare un bel foglio A4 con scritto “Torno dopo la quarantena” ed attaccarlo sopra la porta della Sala Operativa.

Sono rimasto uno di quei pochi ad uscire ogni giorno.

Questo mi ha consentito di vedere la situazione dall’esterno.
Lasciando stare date ufficiali e considerando solo quel che ho vissuto direttamente in strada, la vera quarantena è iniziata venerdì 13 marzo 2020.

È stata la prima sera in cui, uscendo da casa per andare a lavoro, ho avuto la sensazione di essere solo.
Dopo giorni di avvisi, regolamenti – e migliaia di ammende – finalmente la gente ha iniziato a stare chiusa in casa. Ci sono ancora casi isolati di idiozia ma già non vedere più le strade, i parchi e i negozi affollati è rincuorante.

Il percorso che compio per arrivare in centrale è di circa 17 km.
Se le sere prima vedevo comunque movimento e persone in giro a piedi, venerdì durante quel percorso ho contato 8 macchine totali e nessun pedone. 8 macchine, nove con la mia.
Questo alle 21:00 in un percorso misto tra strade ad alta percorrenza e qualche tratto urbano.

Sembra che con la quarantena l’inquinamento stia scendendo drasticamente un pó in ogni dove.

Capisco bene il perché.
C’è un atmosfera strana fuori dalla porta di casa. Il primo termine che mi viene in mente è “ovattata”. Tutto sembra più silenzioso, l’aria è quasi pesante. Come quando sta per iniziare un’abbondante nevicata, hai presente?

Non che fare la quarantena dentro casa sia meglio, chiariamo.

Magari non la sto vivendo in prima persona questa situazione di reclusione ma vedo bene il disagio delle persone che ho vicino. Quella sensazione di impotenza, di attesa infinita e di preoccupazione continua che aumenta il nervoso ed abbatte il morale.
Se però l’Italia il posto dove servono le ammende per far stare la gente a casa è anche una nazione che ospita un popolo meraviglioso.

I cori e le manifestazioni sui terrazzi sono stati la prova che questo popolo puoi solo amarlo.

Se il primo istinto è stato riderci su, è bastato ragionarci un momento per comprendere tutto quel che è nascosto dietro quei momenti.
Sentirsi meno soli, far rumore e grazie a quel trambusto far sentire meno solo anche chi abbiamo intorno.

Quarantena da Coronavirus
Facciamo finta la Quarantena in casa sia solo questo, ok?

Magari concedere un momento di svago ai bambini e dar loro qualche minuto in cui spezzare la noia, incuriosirsi e sfogare qualche energia.

Si canta, si suona e si accendono luci. Tutto questo per cercare di star meglio.

Qualche sera fa mi hanno parlato di come, vedendo sui terrazzi tante piccole torce degli smartphone, si sia riusciti a creare un’atmosfera quasi magica.
Non fatico a crederlo e, in piena onestà, mi sarebbe piaciuto tantissimo vederlo ed esserne parte. Canti che si alzano e uniscono la voce di perfetti sconosciuti. Sorrisi tra inquilini di palazzi adiacenti che fino a qualche ora prima non si sarebbero degnati neanche di uno sguardo.

Tutto questo mi emoziona, mi rincuora e mi aiuta a preoccuparmi un filo meno – ma non troppo – per le persone che nella mia vita non ci sono più.

Sarò onesto con te: non mi aspettavo tutto questo.

Mai avrei pensato che il coronavirus sarebbe arrivato in modo cosi prepotente nelle nostre vite. Sarebbe facile fare il sapientino di turno dicendo che “lo sapevo” , che “ero sicuro sarebbe andata cosi” e via discorrendo.

Facile ma scorretto e, considerato che ognuno di voi potrebbe andare sulla mia pagina fb a leggere cosa scrivevo all’inizio, sarei anche scemo.

Non credi?

Newsletter Updates

Enter your email address below to subscribe to our newsletter

Leave a Reply